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Muriel e la bellezza che fa stare bene: #HandsUp4MakeUp – Le Radieux

In occasione del lancio del nuovo fondotinta Le Radieux, disponibile in 30 differenti tonalità, Yves Rocher ha deciso di creare un progetto corale in grado di promuovere una nuova idea di make up, innovativo e inclusivo. È nato così #HandsUp4MakeUp, un vero e proprio inno che coinvolge tutti gli amanti del beauty, e che esprime la necessità di un nuovo concetto di bellezza, che non risponda a canoni imposti che ci vorrebbero tutti uguali, ma che esalti l’unicità di ciascuno. In quest’ottica dunque il make up non è più il “trucco” che nasconde quello che non ci piace, ma lo strumento ideale per esprime al meglio se stessi.

30 differenti tonalità

Chiunque si rispecchi in queste parole può prendere parte a #HandsUp4MakeUp, basta rispondere a poche, semplici regole, basate sul rispetto verso gli altri e l’ambiente: sentirsi liberi di essere se stessi, stare dalla parte delle natura, credere nel rispetto… e sorridere, perché non c’è bellezza più vera della felicità. Per ciascuno di questi imperativi, che noi sentiamo come dei veri e propri comandamenti, abbiamo voluto nominare dei portavoce in grado di rappresentarli al meglio, soprattutto nel mondo del beauty.

Per quando riguarda “credere nel rispetto” non potevamo non scegliere Muriel: content creator e youtuber, voce squillante della Body Positivity e impegnata nel movimento LGBT+, si batte da sempre contro ogni forma di discriminazione, senza rinunciare a un make up dai colori brillanti e a una cascata di glitter. Perché per lei, ma anche per noi, la bellezza ha un’unica regola: deve farti stare bene.
 

Con Muriel abbiamo parlato di diversità e di quanto possa essere preziosa nel rendere il nostro mondo più ricco, di inclusività e libertà di espressione, della necessità di imparare ad apprezzare prima di tutto se stessi, e anche del nuovo fondotinta Le Radieux, per sottoporlo al parere di un’esperta.

«Il mio concetto di bellezza è cambiato nel tempo – ammette infatti la cantante, che non nasconde di aver avuto in passato un rapporto difficile con l’immagine che le veniva restituita dallo specchio -. All’inizio pensavo di dover rientrare per forza nei canoni dettati dalla società e dai media. Non mi rispettavo, non facevo altro che insultare il mio corpo, darmi la colpa e vederne i lati negativi. Col tempo ho iniziato un percorso di accettazione e soprattutto di rispetto nei confronti di me stessa. Ho scoperto le mie qualità, la mia unicità, e di conseguenza è cambiata anche la mia idea di bellezza, che dopotutto è un concetto astratto, diverso per ognuno di noi, che rilascia energie positive e serenità.

Dovrebbe farti stare bene, lasciarti incantato… ciò che è bello per me magari non lo è per te, e va bene così». Al punto da far diventare quelle che dovrebbero essere imperfezioni un punto di forza: «Non voglio più coprire le mie lentiggini – racconta -. Il nuovo fondotinta di Yves Rocher, Le Radieux, mi piace proprio perché la sua texture cremosa e leggera non le nasconde, anzi, esalta la naturale luminosità del viso. D’altra parte in un fondotinta io cerco soprattutto due cose: un effetto modulabile e la leggerezza, sia perché non voglio sentire la pelle pesante, sia perché, appunto, non voglio nascondere le lentiggini. Il make up, dopotutto, non è una maschera».

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Peccato che ancora oggi sia difficile comprendere che diversità è bellezza: per molti il make up è un modo per nascondere le proprie imperfezioni, piuttosto che uno strumento per esprimere liberamente il proprio stile. «Purtroppo nell’immaginario comune si pensa che il make up serva esclusivamente a coprire i propri difetti – commenta infatti Muriel -, sarebbe bello se le persone capissero che in realtà c’è molto altro. Il make up è una forma di espressione universale, un’arte: alcuni lo utilizzano per esprimere i propri sentimenti, altri la propria creatività, anche perché il volto alla fine è una tela su cui si possono creare opere magnifiche, certi lavori lasciano davvero senza parole! Per quel che mi riguarda, amo sbizzarrirmi con colori e glitter: sprigionano la mia creatività, ma soprattutto liberano la mia personalità».

D’altra parte, non è facile immaginare di utilizzare il make up come forma di espressione universale proprio quando il mondo del beauty è per certi versi ancora molto dipendente da regole ed estetiche ormai sorpassate: il make up è sempre associato a donne giovani, bellissime secondo i canoni occidentali, e le loro immagini sembrano quasi sempre pensate per uno sguardo maschile. «Mi piacerebbe che il mondo del beauty abbracciasse l’inclusività a 360° - afferma infatti Muriel, che spesso ha utilizzato i suoi canali social proprio per diffondere questo messaggio -. Vorrei vedere più ragazzi e persone di genere non conforme, più corpi ed etnie diverse però sono sicura che ci stiamo arrivando – aggiunge fiduciosa -, abbiamo fatto tanti passi avanti».

Ma perché l’inclusività è così importante anche nel make up? «È una forma di rispetto nei confronti di ogni essere umano – continua -. Alcuni gruppi di persone purtroppo vengono esclusi da certi ambiti per via di caratteristiche che fanno parte della propria persona. Questa esclusione provoca parecchi danni, soprattutto nel mondo dei media: non essere rappresentato ti fa sentire sbagliato, uno scarto non degno di apparire sullo schermo. Penso che tutto ciò sia ingiusto, per questo motivo ho deciso di dedicarmi interamente a queste tematiche. Voglio regalare alla mia community uno spazio sicuro in cui ogni individuo si possa sentire a proprio agio, aprirsi, sfogarsi e liberare il proprio essere senza paura dei giudizi: questo per me è il potere dell’inclusività».


 

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